Macerata: “L’origine dei Musei civici marchigiani”, presentazione del volume di Mauro Compagnucci

MACERATA – L’origine dei Musei civici marchigiani è il titolo del volume di Mauro Compagnucci, di recente pubblicazione presso Il Lavoro editoriale di Ancona, che verrà presentato oggi, venerdì 17 febbraio, alle 17, nella Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti. Si tratta di una ponderosa ricerca dedicata all’accurata ricostruzione delle vicende di formazione dei nostri musei a seguito della soppressione delle corporazioni religiose all’indomani dell’Unità d’Italia: un percorso molto complesso, parallelo alla graduale definizione della legislazione di settore da parte del neonato Stato italiano.

Il volume ricostruisce modalità, tempi e norme della conservazione del patrimonio storico artistico delle comunità marchigiane mettendo in luce come il sorgere delle pinacoteche civiche sia sostanzialmente legato al riconoscimento del valore identitario, di trasmissione delle glorie cittadine alle future generazioni – un tema che gli eventi di questi giorni stanno portando nuovamente all’attenzione generale. Per 11 Comuni, fra i quali Camerino, Macerata, Corridonia , Matelica, San Severino, Recanati l’autore approfondisce il percorso fondativo intrapreso, assai differenziato e non sempre di successo, talvolta direttamente accantonato con il ricorso a soluzioni più riduttive.

Alla presentazione, alla quale sarà presente l’autore, parteciperanno l’assessore alla Cultura  e vice sindaco Stefania Monteverde,  Gabriele Barucca, Giorgio Mangani, Giuliana Pascucci, Roberto Perna e Alessandra Sfrappini.

L’autore, Mauro Compagnucci, architetto, si occupa di rilievo e catalogo dei beni culturali, con particolare attenzione per quelli architettonici. Tra i suoi libri Le conseguenze urbanistiche delle soppressioni civili degli ordini religiosi attuate nelle provincia di Macerata nel corso del XIX secolo (Quodlibet, 2002), L’esatta notizia. Ovvero sulla formazione del Catalogo dei beni architettonici delle Marche 153 anni dopo Lorenzo Valerio. Il caso della provincia di Macerata (Quodlibet, 2014).