La “Petite Messe Solennelle” al Teatro della Fortuna di Fano

FANO (PU) – La “Petite Messe Solennelle” di Gioacchino Rossini ha magnificato ieri il Teatro della Fortuna di Fano con una formazione italo-giapponese e la partecipazione straordinaria del Riyoko Ikeda nell’ottica di una lieta prosecuzione e fervido potenziamento dei legami culturali e commerciali che ormai da anni avvicinano il nostro territorio ed il Giappone.

Sul palco di Fano assieme alla Rossini, diretta da Daniele Agiman, sono saliti Yasuko Fujii (soprano), Sandra Buongrazio (mezzosoprano), Oscar Orè (tenore), Yoshitaka Murata (baritono) e ben due cori, il Coro del Teatro della Fortuna “Mezio Agostini” diretto dal maestro Mirca Rosciani ed il Coro Ikeda Riyoko To Barano Muse Tachi.

In calendario, l’opera sarà proposta tra due giorni a Roma a Santa Maria Maggiore, il 23 Marzo a Pesaro al Teatro Rossini e il 26 al Teatro Alighieri di Ravenna.

Composta nel 1863, la Petite Messe Solennelle ha origine da un’ispirazione esclusivamente intima e privata come mostra la scelta del grande musicista di adottare un organico vocale e strumentale fortemente esiguo: dodici cantanti, di cui due soliste e due solisti, due pianoforti e un armonium rimasti invariati nella composizione numerica nonostante Rossini abbia rimesso mano più volte al progetto originario unendo la tensione ideale a una più pratica.

La “Petite Messe Solennelle” rappresenta il testamento del grande musicista che negli ultimi anni della sua vita orchestrò ripetute volte la messa avendo consapevolezza che sarebbe stata eseguita dopo la sua morte.

Costituita da quattordici pezzi presentati senza interruzione analogamente ad una reale consacrazione sacra, l’opera si è aperta sul palco con il Kyrie eseguito dal coro.

E’ seguito il Gloria in excelsis Deo per soprano e coro; il Gratias agimus tibi, per contralto, tenore e basso; il Domine Deus, per tenore; il Qui tollis, in duetto tra soprano e contralto; il Quoniam per basso e il Cum Sancto Spiritu che con il coro ha chiuso la prima parte dell’opera.

La seconda parte si è aperta invece con il Credo per soli e coro, il Crucifixus con la voce del soprano, Et resurrexit per soprano e coro.  Si è inserito soavemente quale breve interruzione l’Offertorium per il solo pianoforte e di nuovo in continuazione il Sanctus con coro e soprano, l’O salutaris hostia, penultimo brano per soprano solo e infine l’Agnus Dei, per contralto e coro.

Due ore di sinfonia misteriosa, aulica ma non solenne e su questa caratteristica si distingue e si connota la Petite Messe Solennelle. Esattamente come il nome stesso la identifica, apponendo due termini in ossimoro quali “petit” e “solennel”, l’opera si basa sulla limpidezza timbrica e sull’essenzialità estranea del tutto alla magnificenza e grande solennità enfatica del Romanticismo.

Nella magia di un teatro raccolto nell’ascolto di intimi appassionati, la piacevolezza di una musicalità che si aggirava per il palco animato da viole, violini, trombe, arpa, pianoforte, strumenti vibranti di note e un coro ricco di acuti soprani e bassi, la composizione eloquente di una celebrazione sacra ha incensato di benevole disposizioni d’animo inaugurando di proficui propositi il fine settimana.

Monica Baldini