I Rettori italiani riuniti a Camerino firmano la “Camerino Declaration”

Corradini firmaCAMERINO – A dieci anni dalla firma della “Dichiarazione di impegno all’attuazione della Carta europea dei ricercatori e del Codice di Condotta per il loro Reclutamento” le Università italiane tornano a Camerino per discutere sui traguardi raggiunti e i progressi effettuati. Ieri, infatti, presso la Sala della Muta del Palazzo ducale, i rappresentanti delle università italiane e i rappresentanti dell’Unione Europea hanno fatto il punto sull’attuale situazione della ricerca in Italia e in Europa; si è poi cercato sia di verificare se sia stato raggiunto l’obiettivo di un mercato europeo del lavoro aperto e meritocratico sia di definire quali percorsi possono garantire il futuro dello Spazio Europeo della Ricerca.

Ad aprire il convegno, che ha avuto come titolo “Carta Europea dei ricercatori: dieci anni di impegno del sistema universitario italiano, non solo sulla Carta”, il saluto del Commissario Europeo per la Ricerca Carlos Moedas, che ha espresso grande soddisfazione per l’iniziativa: “E’ un onore per me salutarvi ed esprimere un plauso per questi dieci anni di continuo impegno del sistema universitario italiano. È infatti grazie al vostro supporto per l’adozione e l’implementazione della Carta e del Codice che stiamo facendo dell’Europa il laboratorio del mondo”.

Nel suo intervento, il Rettore Flavio Corradini (foto) ha sottolineato come “la discussione su tematiche quali il sistema della ricerca nazionale, attrattività e valutazione, la qualità della vita professionale delle ricercatrici e dei ricercatori, diritti e doveri, lo spazio europeo della ricerca e mercato unico della ricerca europea, la consapevolezza sull’importanza della ricerca e dignità della figura del ricercatore, sia di particolare rilevanza e non può che essere centrale all’interno di una moderna discussione sull’Università e sulla Ricerca nel nostro Paese”.

All’indirizzo di saluto del Rettore camerte è seguito quello del Presidente della CRUI, prof. Stefano Paleari, che ha sottolineato: “Oggi Camerino è la capitale di tutto il mondo. Siamo riuniti per celebrare la progettualità di tutte le Università italiane, rispetto alla quale la Conferenza dei Rettori svolge un ruolo di coordinamento e valorizzazione, progettualità intensa che ha uniti le Università italiane e sta unendo anche l’Europa. Unire e ambire sono due verbi che non possono andare in termini disgiunti: se chiamassimo Europa ciò che unisce e ciò che ambisce allo stesso tempo, riprenderemmo a costruire le nostre fondamenta”.

L’Italia fu il primo Paese che si impegnò formalmente ad adottare la Carta europea dei ricercatori e il relativo codice di condotta il 7 luglio 2005 proprio a Camerino. Ed è proprio da Camerino che la Conferenza dei Rettori delle Università italiane ha voluto che ripartisse un nuovo momento di riflessione e confronto, per individuare e segnalare ritardi e incertezze, ma anche per evidenziare buone pratiche ed esempi a cui uniformarsi.

Al termine dell’evento i Rettori delle università italiane hanno infatti firmato la “Camerino Declaration” come nuova presa d’impegno all’implementazione della HRS4R (Strategia per le Risorse Umane per i Ricercatori). Tra i principi sottoscritti, un sistema di assunzione per ricercatori che sia aperto e basato sulla trasparenza e sul merito; una capillare diffusione della cultura dell’accoglienza di ricercatori europei e di paesi terzi, con la prospettiva di agevolare la circolazione di talenti a livello internazionale; una efficace attenzione alle politiche e pratiche in materia di parità ed integrazione di genere nella ricerca.