Macerata, Giorno della memoria: 20 rose bianche in memoria di bambini ebrei

Il 28 gennaio saranno piantumate alla Terrazza dei Popoli per non dimenticare il martirio di 20 bambini ebrei

MACERATA – Sarà la piantumazione di 20 rose bianche in memoria degli altrettanti bambini ebrei trucidati nella scuola amburghese di Bullnhuser Damm il 20 aprile del 1945, l’ultima iniziativa in calendario nel programma celebrativo organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Macerata, insieme alla Prefettura di Macerata, l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Macerata “Mario Morbiducci” (ISREC), la Compagnia Teatrale Oreste Calabresi, l’Ufficio Scolastico Provinciale e l’Anpi, in occasione del Giorno della memoria.
Un gesto che è memoria del passato e allo stesso tempo riflessione sul presente e sul futuro delle nuove generazioni affinché, come recita la legge 211 del 2000 istitutiva del Giorno della memoria, “simili eventi non possano mai più accadere”.

L’appuntamento è alle 10.30 di lunedì 28 gennaio alla Terrazza dei Popoli, dove verranno messe a dimora 20 rose bianche per ricordare i bambini ebrei provenienti da tutta Europa, trucidati e seviziati, commemorati con un giardino di rose bianche nello stessa scuola che oggi porta il nome del grande pedagogo polacco Janusz Korczak, morto ad Auschwitz insieme ai piccoli dell’orfanatrofio che aveva istituito e dirigeva nel ghetto di Varsavia.
In memoria della tragedia già nel 2007 il Comune di Macerata realizzò un piccolo giardino con 20 rose purtroppo successivamente deturpato da atti di vandalismo. La nuova piantumazione vuole rappresentare l’invito a rinnovare l’impegno nella memoria e nella dignità delle persone.
La cerimonia sarà aperta dal sindaco Romano Carancini e dal presidente del Consiglio Comunale Luciano Pantanetti. Seguiranno gli interventi del presidente provinciale ANPI, Lorenzo Marconi, degli insegnanti e degli studenti delle scuole cittadine che parteciperanno con brevi letture, poesie e riflessioni. È invitata tutta la cittadinanza.