“Tratti”, la mostra di Impronte Femminili a Fano

FANO – Impronte Femminili, la rassegna di arte, cultura e narrativa per le pari opportunità curata da Sara Cucchiarini, componente della CPO della Regione Marche, quest’anno alla sua prima edizione prodotta della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche in collaborazione con otto Comuni della Provincia di Pesaro e Urbino, ha inaugurato tra il ricco calendario di iniziative, la mostra “Tratti. Sguardi di donne anonime del secolo XXI”.

La mostra, allestita presso la Saletta Nolfi della Chiesa San Pietro in Valle, ha preso avvio il 5 maggio con una conferenza di introduzione con i relatori Stefanio Ciccone, Diletta Ansuini, Antonella Pompilio e Oriana Salvucci a moderare sulla tematica dell’uso “politico” che la società odierna fa del corpo delle donne e degli stereotipi ad esso collegati. La mostra terminerà il 20 maggio.

Si tratta di un progetto curato da Diletta Ansuini e Maria Vinolo Berenguel e con fotografie di Federico Barattini che fa parte di un processo di ricerca autogestito, realizzato con la collaborazione di UDI con sede a Pesaro e al patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Pesaro e inoltre con il contributo di due enti spagnoli, il gruppo di ricerca Otras e l’associazione di Barcellona Des-cos-ides.

Un lavoro che trasversalmente raggruppa diversi campi come la fotografia documentaria, il racconto introspettivo, l’arte tessile e gli studi di donne e di genere. “Tratti” si propone come obiettivo quello di dare testimonianza di storie di vita di donne anonime del XXI secolo residenti in una società occidentale sviluppata che in questa specificità corrisponde alla provincia di Pesaro e Urbino, con età comprese tra i 30 e i 65 anni.

La mostra si compone di una sequenza di dieci ritratti in cui le donne sono a seno nudo o coperto da lavorazioni in uncinetto di vari motivi artistici e colori.

In questo lavoro di ricerca e azione partecipativa con le donne, si mira a decostruire e costruire vecchie e nuove categorie di pensiero in cui le protagoniste vogliono far emergere con le fotografie, la consapevolezza di essere parte della società attuale rivendicando quell’importanza che la storia ha celato per secoli relegandole ai margini della formazione e civilizzazione.

Fornendosi di un linguaggio domestico artistico, l’essere donna cioè e la conoscenza dell’uncinetto quale capacità di lavorazione abile di tessitura e cucito tipicamente femminile, ciascuna delle donne ripresa nei ritratti ha voluto dichiarare le proprie condizioni e capacità con l’intento di migliorarle e prendere parte alla storia con uno spazio di rappresentazione collettiva ed espressione artistica.

Le collane sono state realizzate individualmente da ogni donna e in accompagno, al fine di creare un documento storico multidisciplinare sono state fatte delle interviste ad ognuna delle partecipanti condotte da Diletta Ansuini.

Le biografie con le fotografie costituiscono dunque il nucleo del progetto cui inoltre va sottolineata la parola che è stata richiesta ad ognuna per definire il proprio autoritratto. In tal modo dunque l’invisibile delle donne anonime del XXI secolo viene reso visibile con lo scatto e il racconto autobiografico così da poter offrire un duplice canale di fruizione. Dieci le parole con cui le donne anonime degli scatti si sono abbracciate nella loro nota biografica: cattura, comunicazione, natura, semplicità, istinto, luminosità, creazione, affettività, legame, leggerezza.

Monica Baldini