Legambiente presenta le sfide per le Marche alla legislatura nazionale

ANCONA – “L’ambiente oggi rappresenta l’unica visione possibile. Solo uno sguardo lungimirante e una buona politica possono aiutarci ad uscire da questo lungo momento di stallo; la politica si dimostri responsabile e rimetta al centro il buon senso e gli interessi reali dei cittadini. Per rilanciare le Marche e l’Italia, creare lavoro e rendere la nostra economia più competitiva, servono idee e progetti di sviluppo e futuro che mettano al centro l’ambiente”.

Così Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente e Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche, commentano le proposte politiche di Legambiente ai candidati marchigiani alle prossime elezioni politiche del 4 marzo: terremoto, mobilità, clima, economia circolare e innovazione, aree protette, consumo di suolo e rigenerazione urbana, bonifiche sono alcune delle priorità per le Marche che necessitano di un’azione nazionale.

Contrastare i cambiamenti climatici è l’obiettivo intorno a cui costruire tutte le azioni di sviluppo locale e nazionale, partendo da percorsi in grado di spingere la crescita delle rinnovabili, l’efficientamento energetico e la conversione elettrica della mobilità sia pubblica che privata in tutto il Paese, attraverso progetti di adattamento nei confronti di fenomeni climatici sempre più impattanti. Di fondamentale importanza, in questo senso, sarebbe opportuno formalizzare, a livello nazionale e regionale, una strategia per la qualità dell’aria, che metta in campo delle misure preventive ed efficaci ancor prima che vengano raggiunti livelli di inquinamento critico, sia scoraggiando l’uso dei veicoli, sia incentivando la mobilità condivisa e sostenibile, liberando risorse in questa direzione.

Accanto alla questione della mobilità si apre quella delle infrastrutture che riguarda anche le Marche, dove procedono spediti progetti di nuove dotazioni stradali senza pensare altrettanto velocemente al miglioramento del servizio su rotaia. Considerando, inoltre, che lo sviluppo di un’infrastruttura ferroviaria efficiente potrebbe giocare un ruolo fondamentale per tutto il traffico merci, oltre a rappresentare un concreto beneficio per il trasporto pendolare, in costante aumento a livello nazionale e regionale. La costruzione di nuove infrastrutture deve tenere conto e fare riferimento ad un percorso di sviluppo locale, dove la realizzazione della strada rappresenta solo una parte di un grande progetto di crescita territoriale. La Quadrilatero è la più grande infrastruttura realizzata, e in alcuni tratti ancora in fase di lavorazione, nelle Marche; riteniamo prioritario creare le condizioni affinché questa arteria sia realmente utile a tutto il territorio regionale, non solo a quello costiero, e che a riguardo gli assi viari vengano ultimati tenendo conto delle vocazioni paesaggistiche, ambientali e socio-economiche dei territori attraversati. Questo vale ancora di più per un territorio come le Marche che si trova a dover fronteggiare la ricostruzione post sisma più importante che abbia mai dovuto gestire. Questa drammatica circostanza rappresenta un’occasione unica per rendere obbligati i percorsi di rigenerazione urbana e di ricostruzione sicura ed efficiente. Inoltre il terremoto ha bisogno di una forte e operativa cabina di regia che tenga insieme una visione nazionale di ricostruzione, di Appennino e di Centro Italia, che incroci il lavoro degli enti locali come Regione e Comuni. La Strategia per le aree interne può fornire una buona occasione per il rilancio delle politiche a favore dell’Appennino, per questo riteniamo urgente riavviare subito dopo le elezioni un tavolo per la ricostruzione che affronti con determinazione e prospettiva le questioni irrisolte e le prossime sfide.

E poi è prioritario incoraggiare lo sviluppo dell’economia circolare pensando ad un piano di industria 5.0 che aiuti a far decollare su tutto il territorio questo nuovo modello di sviluppo economico. Per le Marche, virtuose nella gestione dei rifiuti e che stanno affrontando la questione delle macerie in maniera innovativa e utile alla definizione di un modello nazionale di governo dell’emergenza, l’economia circolare rappresenta una straordinaria occasione di conversione e innovazione del comparto manifatturiero e non solo. Senza dimenticare che il rilancio del Paese passa anche dalle città attraverso interventi di rigenerazione urbana, riqualificazione del patrimonio edilizio e dello spazio pubblico. È urgente, infatti, riavviare subito il percorso in Parlamento della legge per la difesa del suolo che in questa legislatura volta al termine ha avuto il via libera solo della Camera. Nei mesi scorsi, grazie al lavoro di un’ampia coalizione, in tutto il territorio nazionale sono state raccolte oltre 82 mila firme per richiedere una legiferazione a livello europeo; un segnale forte di quanto anche i cittadini percepiscano la necessità di contrastare il fenomeno dell’urbanizzazione e, piuttosto, mettere in sicurezza un Paese fragile e insicuro come l’Italia. Questo percorso è importante e può essere da traino per le Marche dove giace da diversi anni il percorso di revisione della legge sul governo del territorio.

È altrettanto importante riavviare subito un percorso di riflessione intorno al futuro delle aree protette che devono essere rilanciate rispetto alla loro principale missione di tutela del capitale naturale, in accordo con le strategie nazionali ed Europee sulla conservazione della biodiversità, ma anche rispetto alla possibilità di creare opportunità per i cittadini e le imprese che vivono e operano in questi territori. Devono crescere la green economy e la bioeconomia legata alla gestione forestale sostenibile, all’agroecologia e al turismo natura nei territori protetti, e occorre rilanciare e sostenere economicamente anche le aree protette regionali e completare l’istituzione delle aree marine protette previste nelle Marche.

Non da ultimo, resta sempre aperta la questione dei siti di interesse nazionali da bonificare, ben 15 in Italia di cui uno nelle Marche. Una progettualità seria e sostenuta da risorse economiche può portare ad un percorso virtuoso di progettazione, rigenerazione urbana e innovazione urbanistica in grado di sanare profonde ferite che gravano sui territori e dare opportunità di futuro per i territori interessati.

“Le Marche stanno vivendo una profonda crisi e solo attraverso una forte azione congiunta tra politica nazionale, regionale ed enti locali potremmo creare condizioni vantaggiose per rilanciare l’economia, creare benessere locale per i marchigiani e per i turisti e costruire insieme un territorio più forte, in grado di risalire la china e guardare al futuro con convinzione e speranza. L’ambiente non deve rappresentare un problema, del quale meno si parla e meglio è, ma una grande opportunità per uno sviluppo di lavoro innovativo e di qualità. Dove c’è lavoro, infatti, c’è riduzione di disuguaglianze e anche maggiore sicurezza sociale.” – concludono Ciafani e Pulcini.