La Regione Marche affida al CNR la messa a punto di un sistema di monitoraggio sul Gap

regione marche logoAl fine di conoscere e contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo, la Giunta Regionale delle Marche ha approvato lo schema di convenzione operativa con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il relativo progetto per l’attivazione di un sistema di monitoraggio e analisi epidemiologica dell’abuso di slot machine e videolottery, il cui costo complessivo è di 29.300 euro per il 2018.

La Convenzione, stretta alla fine di dicembre 2017, darà avvio a studi e ricerche relazionate al campo delle dipendenze e allo sviluppo di sistemi di monitoraggio e sorveglianza del gioco d’azzardo. Per la sua attuazione, oltre al finanziamento, la Regione metterà a disposizione personale di supporto e consentirà l’utilizzo delle proprie strutture. Attualmente il sistema informativo regionale include dati riferiti alle persone in trattamento presso i servizi pubblici, le quali riconoscendo di soffrire da una dipendenza patologica da gioco d’azzardo, si sono rivolte al sistema sociosanitario regionale. Sulle caratteristiche e la rilevanza del fenomeno, e quindi delle persone che giocano ma non ritengono di aver bisogno di aiuto, le informazioni invece scarseggiano.

Il monitoraggio avrà perciò l’obiettivo di delineare un quadro conoscitivo della diffusione del fenomeno e dei fattori di rischio ludopatia, “un fenomeno che a livello globale in Italia coinvolge 1,2 milioni di giocatori patologici, più di un terzo è di sesso femminile”, come riporta il sito gamingreport.it . Sarà nello specifico l’Istituto di Fisiologia Clinica ad occuparsi della promozione dello studio ricorrendo alla stessa metodologia di campionamento utilizzata per il monitoraggio dell’abuso di alcool e droga. La prima fase dello studio prevede l’invio di questionari strutturati ed anonimi secondo un protocollo validato dalla comunità scientifica internazionale volti a testare le abitudini di gioco dei cittadini marchigiani. Verranno analizzate le caratteristiche socio-demografiche, il comportamento di gioco (luoghi, preferenze e soldi spesi) e il grado di problematiche correlato, la percezione del rischio, la conoscenza delle attività socio sanitarie del territorio.

Secondo dati già esistenti, pubblicati nel dettaglio sul quotidiano locale Cronache Ancona, nella sola città di Ancona nel 2016 sono stati spesi in slot machine e videolottery, 101 milioni di euro in scommesse legali, con una media di 1.011 euro di giocate pro-capite. In città si contano 663 apparecchi, 6,6 a testa, e le giocate sono aumentate dell’8,7% rispetto al 2015. Le province di Senigallia e Loreto registrano le giocate pro-capite più alte. A Senigallia la spesa media in giochi si aggira sui 1.258 euro a testa, con 56 milioni di euro spesi nel 2016 e ben 7 apparecchi per ogni cittadino. A Loreto sono state registrate 1.100 euro di scommesse nel 2016 in media per ogni residente. A Fabriano, la giocata pro-capite è pari a 685 euro. A Jesi sono stati spesi 734 euro a testa nel 2016. Tra i comuni “virtuosi” Falconara con 386 euro di spesa pro-capite e Osimo con 429 euro pro-capite.

PR