Enrico Rava all’Ancona Jazz Summer Festival il 18 luglio

Enrico Rava

ANCONA – Enrico Rava sarà quest’estate in concerto nelle Marche in quintetto insieme al trombettista polacco Tomasz Stanko: appuntamento il 18 luglio all’Ancona Jazz Summer Festival.

I due trombettisti, Enrico Rava e Tomasz Stanko, diversi per stile eppure così affini e accomunati dallo stesso amore per la musica, si conoscono da sempre, fin dal Festival di Bled in Jugoslavia del ’63. Intraprendono ora questo nuovo tour in quintetto accompagnati dal pianista Giovanni Guidi – co-autore insieme a Rava e Stanko delle musiche in repertorio – e da Reuben Rogers (basso) e Gerald Cleaver (batteria).

Tomasz Stanko, compositore, strumentista e organizzatore cresciuto a Varsavia è riconosciuto oggi da pubblico e critica come uno dei più importanti e originali musicisti ad emergere dalla scena musicale jazz fin dagli anni ‘60. A 75 anni, Stanko non ha perso nulla della sua volontà di sfruttare nuove idee, pur mantenendo il suo back-ground ben in vista. È un innovatore dell’improvvisazione europea, che ha mantenuto un forte senso della storia del jazz e conosce l’importanza di un rinnovato contatto con le fonti della musica.

“Con Thomasz afferma Rava ci siamo conosciuti nel ’63 al Festival di Bled, il primo festival all’estero in cui ho suonato, in quella che era la Jugoslavia. Lui suonava con il gruppo di Krzysztof Komeda, che scrisse le musiche per molti film di Polanski, tra cui “Rosemary Baby”. Abbiamo suonato insieme e fatto una lunga tournée nel gruppo di Cecil Taylor e, un paio di anni dopo, un workshop di dieci giorni a Berlino. In un certo modo, Tomasz ha una visione della musica molto simile alla mia. Abbiamo un suono molto diverso, un fraseggio distinto, anche se di base facciamo lo stesso tipo di jazz proiettato verso il futuro ma con le radici nella tradizione, lasciando molto spazio all’improvvisazione”.

Enrico Rava è sicuramente il jazzista italiano più conosciuto e apprezzato a livello internazionale. Da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e più stimolanti, è apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni sessanta, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana e artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni. La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sua sonorità lirica e struggente sempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali.